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Per questa ragione lo spostamento delle ragazze è organizzato in piccoli gruppi e soprattutto per le rotte di terra, più sicure di quelle marittime vedi Scheda sulle rotte. Quanto rendono Si stima che la prostituzione sia la terza voce di guadagno per il crimine internazionale organizzato, dopo le armi e la droga. Si calcola che una prostituta possa fruttare almeno dieci milioni al mese. La media del lavoro delle ragazze è di circa tre sere a settimana.

In Italia, secondo un calcolo approssimativo, il business della prostituzione delle donne immigrate si aggira sui miliardi al mese. Noi e l'Europa E' difficile fare una stima del trafficking in Europa. I Paesi più interessati sono l'Italia, la Germania dove il fenomeno presenta caratteristiche molto simili alle nostre nei numeri e nelle modalità , il Belgio e l'Inghilterra. Dipartimento per le Pari opportunità e associazione Parsec Altre fonti: Commissione Affari Sociali della Camera http: A dirlo è l' ONU.

Le italiane e la prostituzione: Una trentina di ragazze, tutte italiane, tra i 20 e i 30 anni, una rassegna di bellezze bionde o brune tra cui compariva anche qualche giovane signora e qualche studentessa di buona famiglia. Gli incontri con i clienti si svolgevano, con la massima discrezione, in un appartamentino di via Tito Livio, alla Balduina.

Niente a che vedere con le solite case d'appuntamento o con le sale massaggio o i centi estetici che sono una riedizione riveduta e corretta dei "casini" di una volta. La "maitresse", Maria Luisa Lucidi, 55 anni, selezionava scrupolosamente sia le sue "dipendenti" che la clientela, composta di rappresentanti, commercianti e qualche professionista della zona. Mezz'ora di piacere costava circa mila lire, una cosa più impegnativa fino a mila lire e la tenutaria tratteneva la metà.

Per fare irruzione nella casa, i carabinieri hanno dovuto faticare parecchio. Inutile telefonare chiedendo un appuntamento con una ragazza. Se non sentiva la parola d'ordine o il nome di qualche cliente conosciuto, Maria Luisa Lucidi riagganciava senza tanti complimenti. Tempo sprecato anche presentarsi alla porta in veste di clienti: Alla fine, i militari hanno fatto ricorso a uno strattagemma datato ma efficace e hanno bussato all'ingresso travestiti da operai dell'Italgas: E' pericoloso, dobbiamo controllare La donna, dopo qualche attimo di esitazione, li ha fatti entrare e la pattuglia ha gettato la maschera.

Proprio in quel momento, uno studente di 26 anni stava uscendo dopo aver consegnato alla sua partner, una ragazza di 4 anni più giovane di lui, due biglietti da mila lire. Durante la perquisizione sono saltate fuori anche alcune dosi di cocaina e un campionario di riviste porno, oltre all'incasso della giornata: A differenza di gran parte delle "case" romane, quella della Balduina non era pubblicizzata con le solite inserzioni sui quotidiani.

Il giro di clienti si alimentava col passa parola e gli "aficionados" prenotavano l'incontro e la ragazza con una telefonata. Tra le giovani che "lavoravano" in via Tito Livio c'era anche la segretaria di un avvocato della zona e numerose dipendenti dei negozi che, spesso, si trasformavano in professioniste dell'orgasmo a pagamento durante la pausa pranzo.

Sono state arrestate due sue connazionali, Rita Eromokhodion, 28 anni, da sei anni in Italia, e sua sorella Benedicta, di 22 anni, ambedue regolari, con le accuse di introduzione di immigrati clandestini, avviamento e sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù, sequestro di persona, estorsione e lesioni personali gravi.

La storia di Dorothy, 22 anni, comincia nel gennaio del '97 nel suo Paese natale, quando viene contattata dalla madre delle due arrestate che le prospetta la possibilità di un lavoro in Italia come babysitter. La ragazza, dopo averne parlato con la famiglia, accetta e parte da un aeroporto del Ghana per Dusseldorf dove incontra due nigeriani che a bordo di un'auto, passando per Olanda, Belgio e Francia, la portano a Milano. Qui scopre che non c'è nessun bambino da accudire, ma che deve prostituirsi con la scusa di restituire alle due sorelle milioni che le avevano anticipato per farla venire in Italia.

Lei rifiuta, ma viene segregata in un appartamento di via Paisiello dove la picchiano e dove viene a sapere che anche la madre ha subito sevizie dai complici delle due sorelle. Inizia a prostituirsi sui marciapiedi di viale Abruzzi facendo guadagnare alle sfruttatrici alcune decine di milioni all'anno.

Nel marzo del '98 si ribella una prima volta, e viene ferita a una gamba da alcuni nigeriani. Per una ferita superficiale è medicata all'ospedale San Raffaele. Fugge e si rifugia da un'amica di Torino, città nella quale continua a prostituirsi per conto proprio. Ma da suo zio viene a sapere che la madre è stata nuovamente picchiata e che deve essere operata a un occhio per le lesioni riportate.

Da qui l'appello alla polizia che arresta le due donne le quali, si è saputo, gestivano altre dieci prostitute nigeriane. Bunchuk è ricoverata nell'ospedale San Carlo di Potenza, con una prognosi di 40 giorni per ustioni di primo e secondo grado al viso e alle mani. Shevchenko - accusata di tentato di omicidio e furto di un telefono cellulare - le ha gettato addosso della benzina, dandole poi fuoco con un accendino.

La donna è stata aiutata da un uomo, ricercato dai Carabinieri, che si è allontanato dal centro della città, dove è avvenuto il fatto, a bordo di un'automobile, a bordo della quale alcuni testimoni lo hanno notato in compagnia di un altro uomo e di una donna. Ieri sera, la prima l'ha cercata ed è riuscita ad incontrarla, nonostante i timori di Bunchuk. Shevchenko è stata bloccata da un carabiniere che, in abiti civili, partecipava ad un' operazione di controllo in corso a Potenza.

Ogni cliente di media spendeva quasi mezzo milione di lire e di queste, mila lire andavano all'uomo che aveva organizzato l'incontro. Le casalinghe a luci rosse lavoravano dalle 16 alle 23 tutti i giorni escluso i festivi.

Le due abitazioni erano nel centro e nell'immediata periferia di Poggibonsi. La donna, che utilizzava nomi falsi, era colpita da un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip di Modena: La Okosun è stata denunciata da una ragazza schiavizzata e tenuta prigioniera in un primo tempo in una abitazione di Reggio Emilia.

Da tempo Anita Okosun, secondo le indagini, aveva spostato la propria base a Rovigo. La responsabile di questo atroce pestaggio si chiama Gina Osaro, una prostituta di 29 anni temuta per la sua ferocia. Le prime aggressioni risalgono ad oltre un anno fa, quando la Osaro ha incominciato a pretendere dalle prostitute della zona un affitto di mila lire per le piazzole in cui si vendevano.

Era lei ad occuparsi personalmente di punire i morosi. Poi la denuncia di una vittima ha costretto la Osaro ad interrompere l'attività e a rifugiarsi a Porta Palazzo. Nella stessa operazione sono stati sequestrati passaporti e monili sottratti alle denuncianti dopo l'arrivo in Italia, nonché altri passaporti, carte d'identità e un'agenda su cui venivano annotate cifre di denaro e località, di proprietà di altre donne rumene avviate alla prostituzione.

Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi alle ore Veniva piazzata sul mercato romano con l'aiuto di diversi pusher. E in parte finiva in festini a base di droga e belle ragazze, nei locali notturni o in eleganti case d'appuntamento nel centro della città.

Uomini d'affari di passaggio a Roma, professionisti affermati o imprenditori con buone disponibilità economiche erano disposti a pagare dai ai 1. Soldi che, in piccola percentuale, servivano all' organizzazione criminale per finanziare il traffico di cocaina, attività che fruttava ben 50 mila euro a settimana. A capo della banda un sessantenne romano, conosciuto come Maciste, e già in attesa di una condanna per narcotraffico.

A occuparsi delle case d'appuntamento, invece, era sua moglie, una cartomante molto nota negli ambienti Vip della Capitale, che reclutava ragazze tra i 20 e i 30 anni. Sono serviti oltre 6 mesi di indagini perché il nucleo operativo del comando provinciale dei carabinieri, in collaborazione con la procura antimafia, riuscisse a far luce sull'attività del gruppo.

Tredici persone sono state arrestate con l'accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione. Tra loro anche una ragazza di trent'anni che in passato si è occupata di pubblicizzare le più conosciute discoteche della Capitale: A gestire le tre case d'appuntamento, appartamenti molto eleganti nei pressi di Campo de' Fiori, San Giovanni e Torrino, era la moglie di Maciste, arrestata con l' accusa di sfruttamento della prostituzione.

Per lei lavoravano sei ragazze, due italiane e quattro dell'Europa dell'Est, alcune regolarmente assunte in locali notturni del centro storico: La particolare vicenda è avvenuta nella zona della Maddalena e ne sono protagoniste le due donne, entrambe di nazionalità argentina ma con cittadinanza italiana.

La madre è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria da parte degli investigatori del commissariato di piazza Matteotti. Il nuovo dirigente dell' ufficio, il vicequestore Salvatore Dispenza, ha deciso di aumentare i controlli e la presenza della polizia nella zona della Maddalena per cercare di contenere il fenomeno della prostituzione. Nei giorni scorsi, ricevuta una segnalazione sul continuo via vai di persone in un appartamento della via, la squadra investigativa del commissariato ha effettuato una serie di appostamenti.

Gli agenti, hanno atteso che un uomo di 65 anni entrasse nell'alloggio e hanno fatto irruzione dopo alcuni minuti. Inequivocabile la scena che si è presentata, tanto che il cliente non ha potuto neppure tentare di smentire. L'uomo ha poi spiegato che i soldi che aveva dato alla ragazza per la prestazione lei li aveva successivamente consegnati alla madre.

L'uomo ha poi aggiunto che la stessa situazione si era verificata in una sua precedente visita. Tanto è bastato alla polizia per far scattare l'accusa di sfruttamento e procedere al fermo con la contestazione dell'aggravante del vincolo di parentela. La donna è residente da diversi anni a Genova dove era arrivata portandosi la figlia avuta in tenerissima età. Aveva ottenuto al cittadinanza sposandosi con un italiano che è deceduto un paio di anni orsono. Adesso la connazionale che ha torturato la donna africana è stata arrestata dalla squadra mobile di Verona, e sono stati denunciati il marito e il figlio dell'indagata, e un loro amico.

L'indagine è stata avviata a metà , ma si è conclusa solo quando è stato possibile sentire la vittima, che non ha potuto parlare per mesi, dal momento che era stata costretta a bere acido muriatico.

Poi l'indagata ha usato una forbice prima per tagliarle i capelli e poi per sfregiarla al volto, al collo e alla schiena. L'ordinanza di carcerazione era stata emessa il 29 novembre dalla Procura della repubblica presso il tribunale di Rimini. Le sue impronte, infatti, hanno consentito di appurare che la donna, sotto il suo alias, aveva in atto il provvedimento di cattura, per fatti accaduti a Rimini da oltre 10 anni. A parlare è un investigatore della Squadra Mobile. Ne ha viste di cose raccapriccianti nella sua carriera, ma i racconti delle tre giovani nigeriane rese schiave da una "madam" arrestata per sfruttamento della prostituzione, sono difficili da cancellare.

La "bestia", la donna "senza pietà" ha un nome: Ha 28 anni, si nascondeva in un appartamento in via Vetrano a Cornigliano. La donna gestiva un vero e proprio commercio di carne umana dalla Nigeria. Grazie ai pochi controlli in Nigeria, cambiando la fotografia lo stesso documento serviva per inviare altra "merce" da sfruttare sui marciapiedi. Appena arrivate a Genova le ragazze contraevano un debito di circa 50 mila euro per il viaggio e per una sorta di riscatto che dovevano pagare con i proventi del lavoro.

Dopo il pagamento dell' intera somma impiegavano circa 3 anni , a cui venivano aggiunte le spese di vitto ed alloggio, circa euro mensili, le vittime non potevano ancora considerarsi libere.

La sfruttatrice, infatti, organizzava una "festa d' addio" e pretendeva cinque mila euro. In questo modo le ragazze rimanevano ancora in catene e dovevano pagare il nuovo debito con gli interessi. Le tre ragazze venivano fatte prostituire a Sarzana, in provincia di La Spezia, dove si trovava il cosiddetto "joint", la porzione di suolo di Omoregie, che le prostitute raggiungevano ogni giorno nel tardo pomeriggio in treno per poi fare ritorno a Genova nell' appartamento di via Vetrano alle prime ore del mattino successivo.

Quando si prostituivano, anche per dodici ore sotto al sole, erano controllate a vista da un protettore che con il cellulare informava in tempo reale la madam di come stavano andando gli affari. Le tre giovani ora sono al sicuro in una struttura protetta e se collaboreranno alle indagini potranno ottenere, come prevede la legge, il permesso di soggiorno e ricostruirsi una vita. Fatima Koundi e' accusata di avere indotto una connazionale a prostituirsi, costringendola poi a consegnare parte del ricavato.

A fare luce sulla triste storia sono stati i carabinieri. La donna, gia' arrestata lo scorso mese di agosto per avere aggredito un militare, e' stata raggiunta da un ordine di carcerazione. Valdes Ana Maria Bermudez di 39 anni e' stata bloccata dai poliziotti della Sezione criminalita' extracomunitaria e prostituzione in esecuzione di un provvedimento di carcerazione definitiva emesso dalla procura presso la corte d'Appello di Palermo, dovendo scontare 2 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di istituzione di casa di prostituzione e sfruttamento della prostituzione minorile.

Le indagini erano state condotte dalla Squadra mobile trapanese che tra il e il aveva scoperto la casa di tolleranza in pieno centro cittadino, in piazza Sant'Agostino. Gli investigatori avevano accertato come la cubana offrisse ai clienti la possibilita' di avere rapporti sessuali con una minorenne; approfittando del suo stato di necessita' e in cambio di misere somme, la 15enne e' stata costretta ad avere la prima esperienza sessuale con un facoltoso cliente.

La Bermudez, condannata a 4 anni di reclusione, aveva gia' scontato un periodo di reclusione in carcerazione preventiva e non beneficera' di indulto, avendo commesso un reato ai danni di una minore. Sono queste le accuse di cui dovra' rispondere una cinese di 35 anni, ritenuta la 'protettrice' di quattro 'massaggiatrici', sue connazionali tra i 34 e i 52 anni, in Italia senza regolare permesso di soggiorno.

Un messaggio sui giornali di annunci per contattare il cliente, poi l'appuntamento di due diversi appartamenti, era questo il modus operandi pronto a garantire un giro d'affari di 6mila euro mensili.

Un'attivita' monitorata dai carabinieri di Milano che, nella notte, ha portato all'arresto della 35enne e al sequestro dei due appartamenti, in via Padova a Milano e in via San Lorenzo a Trezzano sul Naviglio. E' accaduto a Napoli dove gli agenti del commissariato San Ferdinando hanno fermato Tanjia Dobre, 37 anni, per tentata estorsione e lesioni personali ai danni di una connazionale, in concorso con un'altra donna in corso d'identificazione. La vittima, una ragazza di 25 anni, nel pomeriggio di ieri ha denunciato un tentativo di estorsione.

Da diversi giorni Tanjia Dobre, sua conoscente, aveva cercato di persuaderla affinché si prostituisse, sotto la sua protezione, in vista di facili guadagni. La violenta lite, tra schiaffi e pugni, è stata sedata da alcune persone presenti in strada che, attratte dagli strilli, sono accorse in aiuto della cameriera.

La donna aveva tentato di nascondersi in un piccolo soppalco adiacente la cucina, ma è stata ugualmente bloccata. Non ce la facevano più, hanno detto, perché quella donna le minacciava anche di morte e di fare del male alle loro famiglie rimaste in Brasile. Secondo il racconto, la stessa 39enne si prostituiva, anche se alle ragazze raccontava di lavorare come infermiera in ospedale.

E pare che della sua reale attività non sapesse nulla nemmeno il compagno cesenate. La brasiliana di 24 anni che ha poi raccontato tutto alla polizia, aveva fatto parte di quel giro dal settembre scorso fino a novembre, poi era rimasta incinta e aveva avuto problemi dopo un aborto. La diciannovenne aveva cominciato dopo e presto avrebbe dovuto ricevere clienti non solo in via Piave ma anche in un appartamento a Pinarella.

Le indagini sono state coordinate dal pm Filippo Santangelo. Quelle due connazionali brasiliane le servivano per calamitare i clienti. Alla soglia dei 40 meglio appoggiarsi a due colleghe con altri orizzonti: Con gli annunci sui giornali, si vende sesso, merce impermeabile alla crisi.

Sono stufe di sgobbare. La donna viene arrestata in flagrante nel marzo scorso dalla polizia: Ora la maitresse dovrà prepararsi a passare sei anni in Italia. La scintilla che avvia la trama sta nella denuncia delle due giovani brasiliane. A dirigere il traffico — tra via Piave e la depandance di Pinarella — è la 39enne brasiliana. Che ogni tanto torna in pista.

Le due fanno denuncia, e la donna finisce ai domiciliari. Lei è una furia. Da casa minaccia le due con lettere esplosive. La maitresse è tosta, pretende ancora il pizzo.

Ricatta le sue vittime. In manette, è finita C. Irregolare e con già un ordine di espulsione. Condizioni ideali, per la sfruttatrice, per tenere in pugno la sua vittima.

Ma era sempre lei che si prendeva tutti i soldi che la poveraccia guadagnava, senza mai farle vedere una lira. Una fonte di reddito a cui non avrebbe mai rinunciato. La donna che si prostituiva non ha fatto fatica a raccontare come si svolgeva la sua vita, e gli stessi clienti, entrambi italiani, hanno confermato che dopo avere consumato la prestazione sessuale, andavano a pagare direttamente da Wu.

La quale è stata trovata con i quattrini ancora in mano. La donna è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione, mentre la sua vittima è finita in manette per la Bossi-Fini. In manette è finita una 27enne che ora dovrà rispondere di induzione e sfruttamento della prostituzione e lesione aggravate.

Nel marzo scorso quando la 26enne è arrivata a Bergamo con la promessa di un lavoro onesto. Inizialmente la 26enne non ha potuto fare altro anche sottostare ai soprusi della sfruttatrice; in una circostanza è stata sottoposta anche a un rito wodoo ed è stata minacciata di morte lei e la sua famiglia se non avesse rispettato il pagamento.

Si è incontrata con la sua sfruttatrice, alla quale ha detto che voleva smettere di prostituirsi. Ne è nata una lite: Più tardi i militari hanno arrestato la 27enne. La vittima è stata ricoverata al pronto soccorso del Bolognini per essere medicata: Ora la ragazza si trova in una struttura protetta.

La condanna nei confronti della donna e' stata inflitta grazie alle risultanze investigative prodotte dai militari che gia' nel avevano portato nei suoi confronti al fermo di indiziato di delitto sempre per reati inerenti la prostituzione.

La donna, infatti, favoriva l'ingresso e la permanenza nel territorio nazionale delle giovani, le segregava in alcuni appartamenti per poi costringerle, con minacce e violenze, a prostituirsi lungo le strade della Capitale. Le indagini eseguite dai Carabinieri hanno permesso di rintracciare la ricercata nella zona di Montelibretti Rm. La pregiudicata e' stata associata al carcere di Rebibbia, dove scontera' la pena di 7 anni di reclusione.

Qui cinque maitresse insegnavano loro il mestiere più vecchio del mondo, avviandole alla prostituzione sulle strade locali. E proprio da una ragazza trovata nuda e picchiata in strada sono partite le indagini della squadra mobile della polizia locale. Due di loro avevano chiesto e ottenuto lo status di rifugiato politico, che permetteva di restare in Italia senza rischi. Anche molte delle ragazze sfruttate avevano presentato domanda. Le case dove le ragazze alloggiavano sono tra le vie Storchi, Fonteraso ma anche San Faustino, oltre che in via Tassoni a Reggio Emilia.

Le giovani sfruttate, dopo la gavetta modenese, venivano trasferite in varie città del centro nord Italia. Era la notte tra il 26 e il 27 novembre dello scorso anno. X, di 29 anni. I poliziotti hanno fatto irruzione all'interno di una abitazione di via Mayer dove L. La ragazza, che presenta ben visibili i segni di percosse, e' stata inserita in una comunita' protetta. Da mesi minacciava di morte le sue colleghe per estorcere i proventi delle prestazioni sessuali.

Dopo un'intesa attività investigativa una prostituta rumena, Liliana Iounescu 29 anni, è finita in manette per minacce, estorsione e sfruttamento alla prostituzione. Alcune lucciole che, quotidianamente, adescano i clienti lungo via Plinio, la strada che costeggia gli scavi archeologici, stanche e spaventate per le minacce subite, nei giorni scorsi si sono recate presso la stazione pompeiana dei carabinieri per denunciare le ripetute intimidazioni ricevute dalla collega.

I militari, coordinati dal capitano Luca Toti e dal luogotenente Vittorio Manzo, hanno dato il via alle indagini. Dopo alcuni giorni di appostamenti, gli investigatori, hanno sorpreso la rumena mentre inveiva contro una collega che da poco era scesa dall'auto di un cliente.

I carabinieri, a quel punto, sono intervenuti arrestando la rumena. La donna, condotta nel carcere di Pozzuoli, dovrà rispondere delle accuse di minacce aggravate e continuate, estorsione e sfruttamento alla prostituzione.

La rumena, già nota alle forze dell'ordine per precedenti specifici, ha cercato inutilmente di respingere le accuse che le venivano contestate. Era proprio lei che terrorizzava tutte le lucciole che lavorano a ridosso dell'area archeologica. La ras delle prostitute, che da mesi imponeva le tariffe alle altre passeggiatrici in cambio dell'autorizzazione a lavorare in quella zona, è ormai in carcere. Ma dopo l'ennensimo litigio la giovane vittima ha chiamato la polizia che ha arrestato una nigeriana di 27 anni con l'accusa di sfuttamento della prostituzione e tratta di persone.

I fatti risalgono al quando la giovane, oggi 24enne, arriva nel capoluogo piemontese con la promessa di un lavoro. Qui, invece, la connazionale, la minaccia e la obbliga a prostituirsi per renderle i soldi spesi. Dopo aver consegnato alla connazionale 45mila euro e rimasta incinta, la giovane nigeriana decide di porre fine alle violenze. Tre giovani romeni, due ragazze, rispettivamente di 22 e 23 anni e un ragazzo di 23 anni, sono stati arrestati dalla polizia di Genova per sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni e minacce.

Tutto succedeva nel quartiere genovese di Sampierdarena. I tre malviventi si ritenevano proprietari delle postazioni di lavoro dove la vittima si prostituiva: La ragazza è stata spesso minacciata di morte e una volta le due arrestate le hanno tagliato i capelli con un coltello, deturpandole il viso.

La vittima, che nel suo paese faceva la parrucchiera, per aiutare la famiglia, veniva convinta da una cliente ad emigrare con la promessa di un lavoro come collaboratrice domestica. Con altri complici, che devono essere ancora identificati, avrebbe approfittato di giovani connazionali, che faceva venire in Italia con la promessa di un lavoro per poi avviarle alla prostituzione, anche dietro minacce e vessazioni psicologiche.

Qui non ci sono protettori o delinquenti che gestiscono gli affari, ma tante adolescenti che a partire dai 12 anni hanno imparato a usare il corpo come una moneta di scambio per ottenere cellulari, lettori mp3 e vestiti. I primi a portare a galla il problema sono stati gli operatori del Servizio minori adulti e inclusione del Comune durante gli incontri nelle scuole, e la scoperta è stata preoccupante: Ad occuparsi di queste strutture ricettive era un'organizzazione gestita da una donna, Maria Rosaria Rispoli di Varcaturo Napoli.

Come è riportato da Leggo, la donna, 47 anni, gestiva circa 25 prostitute alla volta a prezzo fisso, euro a prestazione. Di questi euro, 30 euro andavano al proprietario dell'albergo, 50 all'organizzazione e 50 alla prostituta che a suo carico aveva le spese per l'autista e per l'annuncio, circa 85 euro.

Il giro d'affari superava il milione di euro di incasso al mese. Le prostitute coinvolte erano quasi tutte trentenni italiane e consenzienti. Ad aiutare la donna c'erano il marito Francesco Danzante e i figli di prime nozze, entrambi ventenni, Vincenzo e Rosa Velleca la quale talvolta si prostituiva insieme alla compagna del fratello, una polacca anche lei ventenne.

Le indagini che hanno portato al sequestro delle tre strutture sono partite in seguito a un servizio di "Exit" trasmesso da La7 il 15 ottobre , nel quale era stato evidenziato che le prostitute attendevano i clienti in strada a Pompei vicino alla Villa dei Misteri, un sito archeologico visitatissimo dai turisti.

Gli agenti hanno arrestato nove persone, tra cui la Rispoli, il marito e il figlio. La figlia della donna ha ottenuto gli arresti domiciliari in quanto è diventata da poco madre.

In tutto gli investigatori hanno disposto diciassette misure cautelari in seguito alle accuse che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione, favoreggiamento della prostituzione in concorso e concessione di locali per l'esercizio della prostituzione.

Zhao Qingmei era stata condannata insieme ad altre sei persone per aver costretto 22 bambini, anche di sei anni, a prostituirsi, a partire dal marzo del Era stata condannata anche per essere stata complice del marito nello stupro di un bambino. In manette e' finita una seconda nigeriana Sarah Ayemien, di 29 anni, residente a Catania. Le indagini, condotte dalla polizia, furono avviate lo scorso mese di novembre dopo la denuncia di una ragazza, che racconto' di essere stata attirata in Italia dalla Johnson, conosciuta con i nomi "Ester" o "Faith", con la promessa di un lavoro.

La giovane vittima nigeriana dichiaro' di essere giunta nel territorio nazionale attraverso la rotta libica, sbarcando a Lampedusa. Una volta uscita dal centro di permanenza, avendo richiesto l'asilo politico, era stata condotta a Catania e, suo malgrado, avviata alla prostituzione, che esercitava sulla strada statale Catania-Gela. I poliziotti, nel corso delle indagini, hanno scoperto che la ragazza veniva costantemente vigilata per conto della Johnson, da Sarah Ayemien, che si prostituiva gia' da tempo e che si faceva chiamare "Sister".

Lo sfruttamento della vittima sarebbe durato fino a raggiungere un guadagno complessivo di Grazie all'attivita' d'intercettazione avviata, quest'ultima e' stata rintracciata il 5 dicembre scorso nel comune di Cisterna di Latina e posta in stato di fermo. Le indagini sono poi proseguite per identificare e localizzare la complice, che e' stata cosi' arrestata. La prostituta sembrava giovanissima, e i carabinieri si sono subito accorti che si trattava di una presenza nuova, non avendo mai fermato la straniera nei precedenti servizi.

A quel punto i carabinieri sono intervenuti e hanno fermato le due. La giovane prostituta, per evitare problemi, ha dichiarato di avere 19 anni ma era priva di documenti e quindi è scattata la perquisizione. Con i primi soldi guadagnati sul marciapiedi è stato pagato il soggiorno in albergo e il fidanzato della prostituta ha effettuato degli acquisti per sé.

La minorenne, invece, è stata affidata ad una comunità di accoglienza. E, coerentemente, le manager sono state arrestate per sfruttamento E poi c'erano, naturalmente, le lucciole che dovevano rispondere a requisiti estetici ben precisi e venivano istruite di tutto punto, con una specie di manuale di comportamento. La Squadra Mobile della questura di Brescia, con un lavoro di indagine iniziato l'anno scorso e che continua tutt'ora, ha sgominato una vasta organizzazione criminale di cinesi, per la quasi totalità donne , che gestiva un vastissimo giro di prostituzione.

Gli affari si concentravano per lo più nella nostra città, ma l'attività si era estesa anche fino a Gallarate, Bergamo, Verbania, Vigevano, Asti e Milano. Quattro le donne nei confronti delle quali è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere: Come ha spiegato in una conferenza stampa il dirigente della Mobile Carmine Grassi, questa operazione ha permesso di scoprire il mondo particolarmente articolato che sta dietro al fenomeno della prostituzione cinese.

I clienti contattavano le lucciole attraverso i numero telefonici pubblicati nelle classiche rubriche e inserzioni sui giornali. A rispondere non erano le prostitute stesse, ma le donne per le quali le prostitute lavoravano e alle quali consegnavano una cospicua parte dell'incasso.

Donne che, in buona sostanza, combinavano gli appuntamenti. Gli incontri avevano luogo in appartamenti intestati di solito a stranieri in regola con il permesso di soggiorno che si prestavano a questo scopo. Dovevano saper gestire i rapporti con chi abitava vicino a loro per essere avvertite in caso di controlli.

C'era anche un decalogo per le giovani, un elenco di consigli utili. Business che, tra l'altro, era pure in vendita: La maggior parte degli introiti veniva girata in Cina con il sistema Western Union. Bergamo - Maman nigeriana condannata a 7 anni e mezzo 2 febbraio - Condannata a sette anni e mezzo per sfruttamento della prostituzione, assolta per riti magici e riduzione in schiavitù.

Dalle prime due è stata assolta. La terza, lo sfruttamento della prostituzione, le è invece costata una condanna a sette anni e mezzo. Il caso era esploso nel marzo del , quando la nigeriana era stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Treviglio.

Secondo le contestazioni sarebbero state 14 le ragazze gestite dalla donna. Alle giovani, una volta giunte in Italia via Parigi, veniva sottratto il passaporto. Mandate a prostituirsi sulle strade della Bergamasca, sarebbero state tacitate con percosse e minacce. A chi trasgrediva questa clausola la donna arrivava a chiedere danaro, anche con minacce di morte e di botte. Nella casa di appuntamenti che gestiva pare si siano alternate almeno nove persone di vario sesso dedite alla prostituzione.

Due gli appartamenti a luci rosse chiusi dai carabinieri in città: I proprietari degli immobili, denunciati, rischiano ora la confisca. Le ragazze cambiavano nazionalità per questioni di marketing: A portare alla luce il business a luci rosse sono stati i carabinieri di Abano Terme, in provincia di Padova. Era lei che al telefono concordava tariffe e prestazioni delle ragazze - rumene o sudamericane - alle quali insegnava anche i trucchi per guadagnare di più.

Entrambe si occupavano dei contratti di affitti degli appartamenti-alcova, di procurare telefonini e sim alle ragazze, di acquistare spazi pubblicitari nella sezione annunci sui quotidiani e sui siti internet. Il gruppo gestiva una decina di ragazze le sudamericane erano quasi tutte parenti della Hurtado , molto belle e consenzienti. I militari, per esempio, hanno accertato che una ragazza rumena che si prostituiva a Merano in via Göethe è riuscita a spedire ai propri genitori in Romania, tramite Western Union, circa 80mila euro guadagnati in soli sei mesi.

La FARCASI è stata pertanto tratta in arresto per i reati di estorsione e lesioni, nonché denunciata in stato di libertà in quanto inottemperante al foglio di via obbligatorio della durata di anni due, emesso dal Questore di Messina in data Una ventina di ragazze nigeriane sono state liberate dagli uomini della polizia municipale di Torino e altri sette comuni della provincia che hanno arrestato tre maman.

Le ragazze venivano reclutate a Lagos Nigeria e tenute in stato di segregazione. Qui venivano sottoposte a primi riti per costringerle psicologicamente a seguire le maman in Italia, dove avvenivano ulteriori riti per avviarle alla prostituzione.

Con loro è finito in manette un altro nigeriano che aveva numerosi documenti e valori di dubbia provenienza, tra cui un assegno presumibilmente autentico anche se forse scoperto da sette milioni di dollari emesso da una banca statunitense Fonte: Sono state poche parole digitate sul cellulare approfittando di un attimo di distrazione della sua aguzzina a salvare dall'incubo cominciato alcuni mesi fa una romena di 16 anni, costretta a prostituirsi da una connazionale di I carabinieri del Nucleo radiomobile, allertati dall'uomo, hanno arrestato la donna, prostituta e pregiudicata, per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona.

Tutto e' cominciato quando la minorenne, studentessa di liceo, e' stata rapita nelle campagne di un piccolo centro del suo paese e portata in Italia, nella capitale, dove e' stata segregata in un appartamento nei pressi di Ponte Nomentano. Per costringerla a prostituirsi, e' stata piu' volte minacciata di morte ma alcuni giorni fa e' riuscita a "contattare" telefonicamente il padre che, preoccupato, si e' precipitato in Italia con un treno diretto da Bucarest e ha chiamato il Ai militari l'uomo ha mostrato l'sms inviato dalla figlia e con loro si e' diretto nell'appartamento, al quinto piano di un edificio, dove i militari hanno trovato la ragazza chiusa a chiave in una stanza.

Firenze - Sei rumene riducono in schiavitù e torturano ragazza per costringerla a prostituirsi 14 luglio - I carabinieri di Firenze hanno arrestato sette romeni: La banda ha torturato e violentato, in una cantina della periferia di Firenze, una ragazza romena di 19 anni che si era rifiutata di prostituirsi. La donna, che era venuta in Italia con l'illusione di un lavoro come badante, è riuscita a scappare dai suoi aguzzini e con il corpo tumefatto dalle sevizie ha incontrato i carabinieri ai quali ha raccontato tutto.

La ragazza, orfana dei genitori, ha raccontato di essere stata comprata per euro e di essere arrivato il 18 giugno in Italia assieme ad un'altra ragazza.

Quest'ultima ha accettato le condizioni degli sfruttatori, mentre lei si è rifiutata. In base a quanto raccontato dalla diciannovenne le sei donne l'hanno torturata e violentata per costringerla ad accettare di praticare sesso estremo, come orge o rapporti saffici, con i clienti che le sarebbero stati procurati.

Nella cantina, i militari hanno trovato gli attrezzi con cui la ragazza veniva torturata: Ai sette arrestati la Dda di Firenze contesta la tratta di esseri umani e la riduzione in schiavitù, aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e dalle lesioni personali. Roma - Prostituta nigeriana lega e picchia collega che non paga pizzo-marciapiede 17 luglio - Adnkronos i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Palestrina hanno arrestato una prostituta nigeriana di 20 anni con l'accusa di tentata estorsione, sequestro di persona e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

La donna aveva picchiato e legato una giovane collega, connazionale, che da quattro mesi aveva cominciato ad eserciatare la prostituzione lungo la via Maremmana a Gallicano perche' questa non pagava il pizzo.

La ragazza malmenata era stata obbligata a pagare l'uso del luogo dove si prostituiva. A causa della crisi e al gran caldo degli ultimi giorni la giovane non aveva potuto saldare il debito alla connazionale.

Per questo, ieri pomeriggio la prostituta, con l'aiuto di altre colleghe, ha legato la ragazza con una corda, denudandola, picchiandola e pretendendo comunque il denaro. In quel momento una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palestrina, in servizio in zona, ha notato il pestaggio dietro un arbusto ed e' intervenuta.

I Carabinieri hanno liberato la ragazza che in seguito e' stata portata in ospedale dove le sono state riscontrate varie contusioni. Per farsi raccontare le angherie subite, dalla ragazza nigeriana, da pochi mesi in Italia, i militari hanno dovuto richiedere l'ausilio di un interprete.

La donna è accusata di favoreggiamento aggravato e sfruttamento della prostituzione avrebbe fatto prostituire anche la figlia poco più che maggiorenne. Alcune perquisizioni erano sfociate nel sequestro probatorio di 4 appartamenti. Proprio la ricomparsa sul giornale di uno dei numeri di telefono collegati alla donna aveva messo sul chi vive gli investigatori che, facendo partire una nuova perquisizione a Lido di Savio, hanno trovato madre e figlia mentre lavoravano.

Negli appartamenti dove stavano le prostitute una ventina vivevano anche i figli piccoli della coppia di coniugi, cui sono state messe le manette ai polsi. Dai questionari a cui sono state sottoposte 75 prostitute di Roma è emerso innanzitutto che la loro è una scelta, quindi non una costrizione , solo in pochissimi casi è emerso un vero e proprio sfruttamento. Quindi, nella maggior parte dei casi si tratta di una scelta, una scelta fatta in funzione degli alti guadagni percepiti, che si aggirano tra i 5.

Nel cassetto di un comodino, i poliziotti hanno infatti trovato un agenda dove la coppia riportava, accanto ai nomi delle ragazze sfruttate, la somma di denaro che dovevano consegnare a fine giornata, calcolata in base ai profilattici giornalmente consumati. Irina Chitoroaga è stata quindi arrestata e condotta al carcere femminile di Pozzuoli. La ragazza tenuta segregata è stata poco dopo rintracciata e subito accompagnata presso una struttura assistenziale, insieme ad altre due ragazze segregate , vittime anche loro del giro creato dalla moldava e dal suo compagno, al momento indagato in stato di irreperibilità.

Si è quindi accertato che, come usuale nella prostituzione di origine nigeriana: Tutte donne che a lei dovevano cifre diverse, a seconda del debito contratto, e verso le quali la richiesta di denaro era costante. Non sono emersi, invece, elementi che lasciassero ipotizzare i più gravi reati spesso collegati alla prostituzione di origine nigeriana di riduzione in schiavitù.

Nessuno mi ha obbligato, è stata una mia libera scelta. Anche le mie amiche hanno fatto la stessa cosa. E aggiunge quasi con un pizzico di orgoglio: Se prendi una multa, non la paghi, perché è difficile farcela recapitare.

Ma la tua famiglia sa? Ho aspettato di compiere 18 anni e poi ho detto: Tutti i romeni rubano. Diciamo che al mese metto in tasca 6, 7mila euro. Mille vanno per la spesa e altre cosucce, per l'affitto della casa che divido con altre tre colleghe romene, il resto lo mando ai miei per farli star bene e per pagare i muratori che mi stanno costruendo una nuova casa.

Sarà pronta tra sei mesi: Mia mamma è orgogliosa di sua figlia. Ladra, ma non puttana Hanno segnalato anche rumori inconfondibili, come cigolii di letti e gemiti, che hanno fatto ritenere agli investigatori di essere di fronte a due case per appuntamenti.

È, quindi, iniziata l'indagine vera e propria che ha fatto individuare una donna di 26 anni, della Repubblica di Santo Domingo. La donna era stata contattata da una conoscente in patria, la quale le aveva offerto la possibilità di stipulare un 'matrimonio di convenienzà con un italiano, per ottenere il permesso di soggiorno e, quindi, lavorare in Italia.

La donna ha accettato e si è sposata ma solo all'apparenza , con un italiano. Dopo le formalità, ha raggiunto Torino, dove l'uomo - un tossicodipendente che ha ricevuto alcune migliaia di euro da un pregiudicato di 52 anni per prestarsi al gioco - non ne vuole sapere della donna, che viene costretta a prostituirsi per ripianare il debito di circa 12mila euro, dovuti alla conterranea che le aveva anticipato le spese per il finto matrimonio.

La dominicana dapprima si prostituisce a Torino e, poi, a Lucca. La donna è stata, quindi, affidata ad un'associazione di volontariato che ne ha curato la protezione e il reinserimento sociale.

La donna dovrà scontare una pena di anni 3, mesi 10 e giorni 12 di reclusione. E, una volta sbarcate a Parma dalla Nigeria, anche la casa era una certezza. Ma poi di gratuito non c'era più nulla. Bisognava restituire tutto, con tanto di interessi. Lavorando sulla strada, perché quello era l'unico mestiere consentito. Senza la possibilità di tornare indietro, perché i documenti di identità venivano sequestrati.

Diverse le ragazze alla corte di F. Uno sporco affare durato mesi, tra novembre e luglio , prima che le due finissero sotto inchiesta per induzione e sfruttamento della prostituzione aggravato. E ieri la condanna: Sorelle e complici, le due nigeriane. E socie in affari, secondo l'accusa. Ma la regista era F. Sarebbe stata lei a far arrivare le ragazze dalla Nigeria, tutte appartenenti a famiglie poverissime.

Tutte pronte a lasciarsi inebriare da qualunque promessa pur di potersi ritagliare uno scampolo di futuro. E Linda sapeva essere rassicurante, regalava speranze. Ma all'arrivo a Parma era altrettanto brava a presentare il conto. Per le ragazze c'era pronto un alloggio, con tanto di affitto pagato, ma per il lavoro non c'era possibilità di scelta. Costrette a prostituirsi per pagare il debito del viaggio. Per sperare di ritrovare la libertà tornavano ogni sera sulla strada.

Vivevano in un piccolo appartamento nella zona di via Palermo, le due sorelle. Ad accorgersi di un sospetto via vai di ragazze a qualunque ora, un vicino, che poi si rivolse ai carabinieri. E quando i militari fecero irruzione nell'alloggio, i dubbi cominciarono a trovare conferme: Ma furono soprattutto gli appostamenti nei pressi di una stazione di servizio vicina a via Paradigna e le intercettazioni telefoniche a convincere gli investigatori che Linda e le sorelle erano a capo di un giro di prostituzione.

Si tratta di una donna cinese di 48 anni, Z. In realtà i 10 euro consegnati dai clienti al termine degli incontri era soltanto una parte della "tariffa": Per la donna sono quindi scattate le manette: E' quella in atto, da diverso tempo, lungo la via Pontina. Per la quale sono state fermate due prostitute romene.

Il gruppo che cercava di imporre la propria egemonia, con la copertura di altri personaggi non ancora identificati, chiedeva alle altre prostitute la somma di cento euro al giorno per poter esercitare in alcuni tratti della Pontina. Per sottomettere le altre lucciole e farle entrare sotto la loro protezione, hanno deciso di picchiarle con delle spranghe di legno e ferro, ritrovate dalla polizia sul luogo dell'aggressione.

Le vittime della spedizione sono state portate al pronto soccorso mentre una, gravemente ferita, è ancora in ospedale. Gli uomini della Polstrada hanno subito iniziato le ricerche, individuando due componenti della gang che tentava di imporsi con la forza: L e minorenni rumene avevano scelto di prostituirsi 12 dicembre - Che le due baby-prostitute erano libere [ Ma fu lei stessa a dire al pm che le era stato offerto di fare la prostituta in Italia per 2mila euro al mese.

A lei, come ad Ankuta. E loro avevano accettato". Tant'è vero che le ragazze avevano due cellulari. Quello di Ankuta era addirittura intestato a lei. E Livia, che aveva i genitori a Roma, a pochi chilometri di distanza, non ha mai provato a chiamarli, contrariamente a quanto faceva prima di arrivare a Viterbo. Specie quando, al telefono, Livia dice di "essere a spasso", "in giro". E succede più di una volta. Compreso dormire con i loro "aguzzini": QUINDI è stata arrestata per sfruttamento 27 novembre - Adnkronos Sei persone, quattro rumeni e due italiani, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Sarzana La Spezia tra lunedi' e martedi' scorsi per sfruttamento prostituzione, aggaravata dal fatto che una delle prostitute era minorenne.

L'indagine era initata un mese fa con l'arresto per favoreggiamento della prostituzione di L. Le pattuglie del Radiomobile CC di Sarzana avevano da qualche giorno notato una recrudescenza del fenomeno prostituzione con la presenza di nuove ragazze rumene.

Dopo l'arresto, i militari di Sarzana avevano capito che la ragazza rumena non aveva una posizione di sfruttata-vittima ma esercitava volontariamente e non solo, organizzava e gestiva il meretricio anche di altre ragazze connazionali. Informato, il procuratore della Spezia, Maurizio Caporuscio, ha autorizzato le intercettazioni telefoniche e assegnato il fascicolo a uno dei suoi sostituti, Federica Mariucci, che ha coordinato le indagini a stretto contatto con i militari di Sarzana.

L'ascolto delle conversazioni telefoniche, i pedinamenti sul campo, alcuni mirate retate di prostitute sulla strada, foto e filmati, hanno permesso di dipingere un dettagliato quadro di cosa stesse accadendo sul viale che porta al mare e sulla via litoranea a cavallo delle due frazioni di Marinella di Sarzana La Spezia e Marina di Carrara Massa Carrara.

Ieri sera infatti la giovane, che vendeva il suo corpo e faceva prostituire un'altra giovane ragazza, è stata arrestata a Genova dopo che il gip del capoluogo regionale ha confermato la custodia in carcere, disposta in un primo tempo dal Tribunale della Spezia. Per transito di competenza erano stati spostati atti e documenti presso il Palazzo di Giustizia genovese ma la storia non ha avuto ribaltoni. La donna invece di uscire dalla prigione femminile di Pontedecimo è rimasta al suo posto con la notifica pervenuta ieri sera alle E' quanto emerso dalle indagini della sezione criminalita' straniera della squadra mobile di Napoli, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia.

Sette persone, sei delle quali donne, tutte di nazionalita' nigeriana, sono state arrestate dalla squadra mobile di Napoli al termine di indagini coordinate dalla Dda. L'inchiesta iniziata nell'estate dai carabinieri di Comacchio e Ferrara si è conclusa con 21 ordini di cattura e altri due provvedimenti cautelari di cui non sono state rese note le generalità: Il sequestro è stato eseguito oggi dalla Polizia municipale-reparto giudiziaria, su richiesta del pm Vartan Giacomelli e autorizzazione del gip Mariella Fino.

Indagata per favoreggiamento della prostituzione una delle quattro donne, intestataria del contratto d'affitto dell'appartamento. Le donne, trentenni, ricevevano i clienti nell'appartamento: Le prostitute pubblicizzavano la propria attività attraverso un sito internet, dove erano pubblicate foto che le ritraevano all'interno dell'appartamento. Una delle quattro, l'indagata, esercitava pur essendo in stato interessante.

La donna era ricercata a livello internazionale per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, estorsione e sequestro di persona. Ma molto più giovani. Lei, Liu Chun Mei di anni ne ha Tutte poco più che minorenni le garantivano un ottimo business, denaro fresco e esentasse pronto per essere investito in altre attività.

Dall'illecito al lecito, la filiera corta di tante organizzazioni criminali cinesi che comprano esercizi commerciali e avviano attività riciclando in quel modo i capitali accumulati illegalmente. Con la prostituzione, per esempio, come faceva Liu Chun Mei arrestata nei giorni scorsi al termine di una lunga indagine coordinata dal pm Pappalardo e avviata all'inizio dello scorso anno.

Disarticolandola in parte, col sequestro degli appartamenti dove le ragazze esercitavano. Ma mancava un tassello importante: Ma le è servito a evitare le manette solo per qualche mese, l'hanno comunque scovata a Novara assieme ad altre tre connazionali. Sfruttavano a Brescia ma anche a Novara e avevano interessi della stessa loscaggine a Milano. Un'imprenditoria del crimine che fa prostituire le ragazze spesso senza avere bisogno di ricorrere alla violenza.

Ma il centro degli affari era Brescia. Gli appartamenti delle ragazze erano disseminati tra la città e la provincia. Faceva la maitresse come si fa nel ventunesimo secolo, fungendo da call center. A suo nome erano intestate schede telefoniche alle quali facevano riferimento i clienti a quanto risulta quasi tutti italiani.

Ogni prestazione costava ai clienti ottanta euro, le ragazze lavoravano spesso e Liu guadagnava tanto. La Polizia sta verificando se anche i proprietari degli alloggi ci guadagnassero qualcosa. Non direttamente dalla prostituzione, ma affittando a prezzi fuori mercato, che sono possibili quando è chiaro a tutte le parti cosa si fa in quegli appartamenti. Oppure a prescindere da guadagni indebiti, semplicemente se i proprietari sapessero o no.

Aspetti questi che, dopo il sequestro, invece della restituzione potrebbero far scattare la confisca. La custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Maria Paola Borio, potrebbe non essere l'unica sanzione a carico di Liu Chun Mei. Alla Squadra Mobile bresciana tengono infatti a sottolineare che è importante colpire anche i patrimoni illeciti, non solo con il sequestro, ma anche facendo pagare le tasse su quei capitali, tasse che non sono state mai pagate.

La pena è di 5 anni e 4 mesi di reclusione. Il pm Giovanni De Palma aveva invocato 6 anni di carcere. Jeune etudiante francaise enculee en levrette p Maman beurette gros seins baise avec jeune mec Duration: Milf Troia Italiana scopata dal massaggiatore Duration: Federica troia italiana scopata da dietro Duration: Tante putain francaise suce et baise jeune neveu Duration: Troia italiana bellissime tette scopata da amic Prostituta italiana fa bel pompino in auto sbor Belle jeune Francaise putain pipe suce Duration: Italian teen escort fucks old man in hotel Duration: Pompino e scopata con una escort italiana in hotel Duration: Real Escort Babe Duration: Prostituta rumena succhia e scopata a Milano Duration: Troia italiana fa miglior pompino in bagno Duration: Maman putain aux gros nichons enculee hardcore Duration: Rumena troia scopata per 5 euro Duration: Moglie italiana troia inculata da amico del cor Fidanzata italiana pompino e inculata nella vas

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French teen anal escortfr A causa della crisi e al gran caldo degli ultimi giorni la giovane non aveva potuto saldare il debito alla connazionale. All'epoca i carabinieri, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, hanno fermato la minorenne e hanno scoperto che si trattava di una giovane fuggita di casa per cui l'hanno affidata ad una comunità e hanno avviato le indagini, per capire se teen gay sex vivastreet nice di lei ci fosse qualcuno. In realtà i 10 euro consegnati dai clienti al termine degli incontri era soltanto una parte della "tariffa": La ragazza, orfana dei genitori, ha raccontato di essere stata comprata per euro e di essere arrivato il 18 giugno in Italia assieme ad un'altra ragazza. Per questa ragione lo spostamento delle ragazze è organizzato in piccoli gruppi e soprattutto per le rotte di terra, più maman tube escort di quelle marittime vedi Scheda sulle rotte.
Donne che, in buona sostanza, combinavano gli appuntamenti. Non sono emersi, invece, elementi che lasciassero ipotizzare i più gravi reati spesso collegati alla prostituzione di origine nigeriana di riduzione in schiavitù. La "bestia", la donna "senza pietà" ha un nome: Tre giovani romeni, due ragazze, rispettivamente di 22 e 23 anni e un ragazzo di 23 anni, sono stati arrestati dalla polizia di Genova per sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni e minacce. Abbiamo fatto partire una segnalazione alla Guardia di finanza e all'agenzia delle entrate:

I poliziotti hanno fatto irruzione all'interno di una abitazione di via Mayer dove L. La ragazza, che presenta ben visibili i segni di percosse, e' stata inserita in una comunita' protetta. Da mesi minacciava di morte le sue colleghe per estorcere i proventi delle prestazioni sessuali. Dopo un'intesa attività investigativa una prostituta rumena, Liliana Iounescu 29 anni, è finita in manette per minacce, estorsione e sfruttamento alla prostituzione.

Alcune lucciole che, quotidianamente, adescano i clienti lungo via Plinio, la strada che costeggia gli scavi archeologici, stanche e spaventate per le minacce subite, nei giorni scorsi si sono recate presso la stazione pompeiana dei carabinieri per denunciare le ripetute intimidazioni ricevute dalla collega.

I militari, coordinati dal capitano Luca Toti e dal luogotenente Vittorio Manzo, hanno dato il via alle indagini.

Dopo alcuni giorni di appostamenti, gli investigatori, hanno sorpreso la rumena mentre inveiva contro una collega che da poco era scesa dall'auto di un cliente. I carabinieri, a quel punto, sono intervenuti arrestando la rumena. La donna, condotta nel carcere di Pozzuoli, dovrà rispondere delle accuse di minacce aggravate e continuate, estorsione e sfruttamento alla prostituzione.

La rumena, già nota alle forze dell'ordine per precedenti specifici, ha cercato inutilmente di respingere le accuse che le venivano contestate. Era proprio lei che terrorizzava tutte le lucciole che lavorano a ridosso dell'area archeologica. La ras delle prostitute, che da mesi imponeva le tariffe alle altre passeggiatrici in cambio dell'autorizzazione a lavorare in quella zona, è ormai in carcere.

Ma dopo l'ennensimo litigio la giovane vittima ha chiamato la polizia che ha arrestato una nigeriana di 27 anni con l'accusa di sfuttamento della prostituzione e tratta di persone. I fatti risalgono al quando la giovane, oggi 24enne, arriva nel capoluogo piemontese con la promessa di un lavoro. Qui, invece, la connazionale, la minaccia e la obbliga a prostituirsi per renderle i soldi spesi.

Dopo aver consegnato alla connazionale 45mila euro e rimasta incinta, la giovane nigeriana decide di porre fine alle violenze. Tre giovani romeni, due ragazze, rispettivamente di 22 e 23 anni e un ragazzo di 23 anni, sono stati arrestati dalla polizia di Genova per sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni e minacce. Tutto succedeva nel quartiere genovese di Sampierdarena. I tre malviventi si ritenevano proprietari delle postazioni di lavoro dove la vittima si prostituiva: La ragazza è stata spesso minacciata di morte e una volta le due arrestate le hanno tagliato i capelli con un coltello, deturpandole il viso.

La vittima, che nel suo paese faceva la parrucchiera, per aiutare la famiglia, veniva convinta da una cliente ad emigrare con la promessa di un lavoro come collaboratrice domestica. Con altri complici, che devono essere ancora identificati, avrebbe approfittato di giovani connazionali, che faceva venire in Italia con la promessa di un lavoro per poi avviarle alla prostituzione, anche dietro minacce e vessazioni psicologiche.

Qui non ci sono protettori o delinquenti che gestiscono gli affari, ma tante adolescenti che a partire dai 12 anni hanno imparato a usare il corpo come una moneta di scambio per ottenere cellulari, lettori mp3 e vestiti.

I primi a portare a galla il problema sono stati gli operatori del Servizio minori adulti e inclusione del Comune durante gli incontri nelle scuole, e la scoperta è stata preoccupante: Ad occuparsi di queste strutture ricettive era un'organizzazione gestita da una donna, Maria Rosaria Rispoli di Varcaturo Napoli.

Come è riportato da Leggo, la donna, 47 anni, gestiva circa 25 prostitute alla volta a prezzo fisso, euro a prestazione. Di questi euro, 30 euro andavano al proprietario dell'albergo, 50 all'organizzazione e 50 alla prostituta che a suo carico aveva le spese per l'autista e per l'annuncio, circa 85 euro. Il giro d'affari superava il milione di euro di incasso al mese. Le prostitute coinvolte erano quasi tutte trentenni italiane e consenzienti.

Ad aiutare la donna c'erano il marito Francesco Danzante e i figli di prime nozze, entrambi ventenni, Vincenzo e Rosa Velleca la quale talvolta si prostituiva insieme alla compagna del fratello, una polacca anche lei ventenne.

Le indagini che hanno portato al sequestro delle tre strutture sono partite in seguito a un servizio di "Exit" trasmesso da La7 il 15 ottobre , nel quale era stato evidenziato che le prostitute attendevano i clienti in strada a Pompei vicino alla Villa dei Misteri, un sito archeologico visitatissimo dai turisti.

Gli agenti hanno arrestato nove persone, tra cui la Rispoli, il marito e il figlio. La figlia della donna ha ottenuto gli arresti domiciliari in quanto è diventata da poco madre. In tutto gli investigatori hanno disposto diciassette misure cautelari in seguito alle accuse che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione, favoreggiamento della prostituzione in concorso e concessione di locali per l'esercizio della prostituzione.

Zhao Qingmei era stata condannata insieme ad altre sei persone per aver costretto 22 bambini, anche di sei anni, a prostituirsi, a partire dal marzo del Era stata condannata anche per essere stata complice del marito nello stupro di un bambino. In manette e' finita una seconda nigeriana Sarah Ayemien, di 29 anni, residente a Catania. Le indagini, condotte dalla polizia, furono avviate lo scorso mese di novembre dopo la denuncia di una ragazza, che racconto' di essere stata attirata in Italia dalla Johnson, conosciuta con i nomi "Ester" o "Faith", con la promessa di un lavoro.

La giovane vittima nigeriana dichiaro' di essere giunta nel territorio nazionale attraverso la rotta libica, sbarcando a Lampedusa.

Una volta uscita dal centro di permanenza, avendo richiesto l'asilo politico, era stata condotta a Catania e, suo malgrado, avviata alla prostituzione, che esercitava sulla strada statale Catania-Gela. I poliziotti, nel corso delle indagini, hanno scoperto che la ragazza veniva costantemente vigilata per conto della Johnson, da Sarah Ayemien, che si prostituiva gia' da tempo e che si faceva chiamare "Sister".

Lo sfruttamento della vittima sarebbe durato fino a raggiungere un guadagno complessivo di Grazie all'attivita' d'intercettazione avviata, quest'ultima e' stata rintracciata il 5 dicembre scorso nel comune di Cisterna di Latina e posta in stato di fermo. Le indagini sono poi proseguite per identificare e localizzare la complice, che e' stata cosi' arrestata.

La prostituta sembrava giovanissima, e i carabinieri si sono subito accorti che si trattava di una presenza nuova, non avendo mai fermato la straniera nei precedenti servizi. A quel punto i carabinieri sono intervenuti e hanno fermato le due. La giovane prostituta, per evitare problemi, ha dichiarato di avere 19 anni ma era priva di documenti e quindi è scattata la perquisizione.

Con i primi soldi guadagnati sul marciapiedi è stato pagato il soggiorno in albergo e il fidanzato della prostituta ha effettuato degli acquisti per sé. La minorenne, invece, è stata affidata ad una comunità di accoglienza. E, coerentemente, le manager sono state arrestate per sfruttamento E poi c'erano, naturalmente, le lucciole che dovevano rispondere a requisiti estetici ben precisi e venivano istruite di tutto punto, con una specie di manuale di comportamento.

La Squadra Mobile della questura di Brescia, con un lavoro di indagine iniziato l'anno scorso e che continua tutt'ora, ha sgominato una vasta organizzazione criminale di cinesi, per la quasi totalità donne , che gestiva un vastissimo giro di prostituzione.

Gli affari si concentravano per lo più nella nostra città, ma l'attività si era estesa anche fino a Gallarate, Bergamo, Verbania, Vigevano, Asti e Milano.

Quattro le donne nei confronti delle quali è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere: Come ha spiegato in una conferenza stampa il dirigente della Mobile Carmine Grassi, questa operazione ha permesso di scoprire il mondo particolarmente articolato che sta dietro al fenomeno della prostituzione cinese. I clienti contattavano le lucciole attraverso i numero telefonici pubblicati nelle classiche rubriche e inserzioni sui giornali. A rispondere non erano le prostitute stesse, ma le donne per le quali le prostitute lavoravano e alle quali consegnavano una cospicua parte dell'incasso.

Donne che, in buona sostanza, combinavano gli appuntamenti. Gli incontri avevano luogo in appartamenti intestati di solito a stranieri in regola con il permesso di soggiorno che si prestavano a questo scopo. Dovevano saper gestire i rapporti con chi abitava vicino a loro per essere avvertite in caso di controlli.

C'era anche un decalogo per le giovani, un elenco di consigli utili. Business che, tra l'altro, era pure in vendita: La maggior parte degli introiti veniva girata in Cina con il sistema Western Union. Bergamo - Maman nigeriana condannata a 7 anni e mezzo 2 febbraio - Condannata a sette anni e mezzo per sfruttamento della prostituzione, assolta per riti magici e riduzione in schiavitù.

Dalle prime due è stata assolta. La terza, lo sfruttamento della prostituzione, le è invece costata una condanna a sette anni e mezzo. Il caso era esploso nel marzo del , quando la nigeriana era stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Treviglio.

Secondo le contestazioni sarebbero state 14 le ragazze gestite dalla donna. Alle giovani, una volta giunte in Italia via Parigi, veniva sottratto il passaporto.

Mandate a prostituirsi sulle strade della Bergamasca, sarebbero state tacitate con percosse e minacce. A chi trasgrediva questa clausola la donna arrivava a chiedere danaro, anche con minacce di morte e di botte. Nella casa di appuntamenti che gestiva pare si siano alternate almeno nove persone di vario sesso dedite alla prostituzione. Due gli appartamenti a luci rosse chiusi dai carabinieri in città: I proprietari degli immobili, denunciati, rischiano ora la confisca. Le ragazze cambiavano nazionalità per questioni di marketing: A portare alla luce il business a luci rosse sono stati i carabinieri di Abano Terme, in provincia di Padova.

Era lei che al telefono concordava tariffe e prestazioni delle ragazze - rumene o sudamericane - alle quali insegnava anche i trucchi per guadagnare di più. Entrambe si occupavano dei contratti di affitti degli appartamenti-alcova, di procurare telefonini e sim alle ragazze, di acquistare spazi pubblicitari nella sezione annunci sui quotidiani e sui siti internet. Il gruppo gestiva una decina di ragazze le sudamericane erano quasi tutte parenti della Hurtado , molto belle e consenzienti.

I militari, per esempio, hanno accertato che una ragazza rumena che si prostituiva a Merano in via Göethe è riuscita a spedire ai propri genitori in Romania, tramite Western Union, circa 80mila euro guadagnati in soli sei mesi. La FARCASI è stata pertanto tratta in arresto per i reati di estorsione e lesioni, nonché denunciata in stato di libertà in quanto inottemperante al foglio di via obbligatorio della durata di anni due, emesso dal Questore di Messina in data Una ventina di ragazze nigeriane sono state liberate dagli uomini della polizia municipale di Torino e altri sette comuni della provincia che hanno arrestato tre maman.

Le ragazze venivano reclutate a Lagos Nigeria e tenute in stato di segregazione. Qui venivano sottoposte a primi riti per costringerle psicologicamente a seguire le maman in Italia, dove avvenivano ulteriori riti per avviarle alla prostituzione.

Con loro è finito in manette un altro nigeriano che aveva numerosi documenti e valori di dubbia provenienza, tra cui un assegno presumibilmente autentico anche se forse scoperto da sette milioni di dollari emesso da una banca statunitense Fonte: Sono state poche parole digitate sul cellulare approfittando di un attimo di distrazione della sua aguzzina a salvare dall'incubo cominciato alcuni mesi fa una romena di 16 anni, costretta a prostituirsi da una connazionale di I carabinieri del Nucleo radiomobile, allertati dall'uomo, hanno arrestato la donna, prostituta e pregiudicata, per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona.

Tutto e' cominciato quando la minorenne, studentessa di liceo, e' stata rapita nelle campagne di un piccolo centro del suo paese e portata in Italia, nella capitale, dove e' stata segregata in un appartamento nei pressi di Ponte Nomentano.

Per costringerla a prostituirsi, e' stata piu' volte minacciata di morte ma alcuni giorni fa e' riuscita a "contattare" telefonicamente il padre che, preoccupato, si e' precipitato in Italia con un treno diretto da Bucarest e ha chiamato il Ai militari l'uomo ha mostrato l'sms inviato dalla figlia e con loro si e' diretto nell'appartamento, al quinto piano di un edificio, dove i militari hanno trovato la ragazza chiusa a chiave in una stanza.

Firenze - Sei rumene riducono in schiavitù e torturano ragazza per costringerla a prostituirsi 14 luglio - I carabinieri di Firenze hanno arrestato sette romeni: La banda ha torturato e violentato, in una cantina della periferia di Firenze, una ragazza romena di 19 anni che si era rifiutata di prostituirsi. La donna, che era venuta in Italia con l'illusione di un lavoro come badante, è riuscita a scappare dai suoi aguzzini e con il corpo tumefatto dalle sevizie ha incontrato i carabinieri ai quali ha raccontato tutto.

La ragazza, orfana dei genitori, ha raccontato di essere stata comprata per euro e di essere arrivato il 18 giugno in Italia assieme ad un'altra ragazza.

Quest'ultima ha accettato le condizioni degli sfruttatori, mentre lei si è rifiutata. In base a quanto raccontato dalla diciannovenne le sei donne l'hanno torturata e violentata per costringerla ad accettare di praticare sesso estremo, come orge o rapporti saffici, con i clienti che le sarebbero stati procurati. Nella cantina, i militari hanno trovato gli attrezzi con cui la ragazza veniva torturata: Ai sette arrestati la Dda di Firenze contesta la tratta di esseri umani e la riduzione in schiavitù, aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e dalle lesioni personali.

Roma - Prostituta nigeriana lega e picchia collega che non paga pizzo-marciapiede 17 luglio - Adnkronos i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Palestrina hanno arrestato una prostituta nigeriana di 20 anni con l'accusa di tentata estorsione, sequestro di persona e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La donna aveva picchiato e legato una giovane collega, connazionale, che da quattro mesi aveva cominciato ad eserciatare la prostituzione lungo la via Maremmana a Gallicano perche' questa non pagava il pizzo.

La ragazza malmenata era stata obbligata a pagare l'uso del luogo dove si prostituiva. A causa della crisi e al gran caldo degli ultimi giorni la giovane non aveva potuto saldare il debito alla connazionale.

Per questo, ieri pomeriggio la prostituta, con l'aiuto di altre colleghe, ha legato la ragazza con una corda, denudandola, picchiandola e pretendendo comunque il denaro.

In quel momento una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palestrina, in servizio in zona, ha notato il pestaggio dietro un arbusto ed e' intervenuta. I Carabinieri hanno liberato la ragazza che in seguito e' stata portata in ospedale dove le sono state riscontrate varie contusioni. Per farsi raccontare le angherie subite, dalla ragazza nigeriana, da pochi mesi in Italia, i militari hanno dovuto richiedere l'ausilio di un interprete.

La donna è accusata di favoreggiamento aggravato e sfruttamento della prostituzione avrebbe fatto prostituire anche la figlia poco più che maggiorenne. Alcune perquisizioni erano sfociate nel sequestro probatorio di 4 appartamenti. Proprio la ricomparsa sul giornale di uno dei numeri di telefono collegati alla donna aveva messo sul chi vive gli investigatori che, facendo partire una nuova perquisizione a Lido di Savio, hanno trovato madre e figlia mentre lavoravano.

Negli appartamenti dove stavano le prostitute una ventina vivevano anche i figli piccoli della coppia di coniugi, cui sono state messe le manette ai polsi.

Dai questionari a cui sono state sottoposte 75 prostitute di Roma è emerso innanzitutto che la loro è una scelta, quindi non una costrizione , solo in pochissimi casi è emerso un vero e proprio sfruttamento.

Quindi, nella maggior parte dei casi si tratta di una scelta, una scelta fatta in funzione degli alti guadagni percepiti, che si aggirano tra i 5. Nel cassetto di un comodino, i poliziotti hanno infatti trovato un agenda dove la coppia riportava, accanto ai nomi delle ragazze sfruttate, la somma di denaro che dovevano consegnare a fine giornata, calcolata in base ai profilattici giornalmente consumati.

Irina Chitoroaga è stata quindi arrestata e condotta al carcere femminile di Pozzuoli. La ragazza tenuta segregata è stata poco dopo rintracciata e subito accompagnata presso una struttura assistenziale, insieme ad altre due ragazze segregate , vittime anche loro del giro creato dalla moldava e dal suo compagno, al momento indagato in stato di irreperibilità. Si è quindi accertato che, come usuale nella prostituzione di origine nigeriana: Tutte donne che a lei dovevano cifre diverse, a seconda del debito contratto, e verso le quali la richiesta di denaro era costante.

Non sono emersi, invece, elementi che lasciassero ipotizzare i più gravi reati spesso collegati alla prostituzione di origine nigeriana di riduzione in schiavitù. Nessuno mi ha obbligato, è stata una mia libera scelta. Anche le mie amiche hanno fatto la stessa cosa.

E aggiunge quasi con un pizzico di orgoglio: Se prendi una multa, non la paghi, perché è difficile farcela recapitare. Ma la tua famiglia sa? Ho aspettato di compiere 18 anni e poi ho detto: Tutti i romeni rubano.

Diciamo che al mese metto in tasca 6, 7mila euro. Mille vanno per la spesa e altre cosucce, per l'affitto della casa che divido con altre tre colleghe romene, il resto lo mando ai miei per farli star bene e per pagare i muratori che mi stanno costruendo una nuova casa. Sarà pronta tra sei mesi: Mia mamma è orgogliosa di sua figlia. Ladra, ma non puttana Hanno segnalato anche rumori inconfondibili, come cigolii di letti e gemiti, che hanno fatto ritenere agli investigatori di essere di fronte a due case per appuntamenti.

È, quindi, iniziata l'indagine vera e propria che ha fatto individuare una donna di 26 anni, della Repubblica di Santo Domingo. La donna era stata contattata da una conoscente in patria, la quale le aveva offerto la possibilità di stipulare un 'matrimonio di convenienzà con un italiano, per ottenere il permesso di soggiorno e, quindi, lavorare in Italia.

La donna ha accettato e si è sposata ma solo all'apparenza , con un italiano. Dopo le formalità, ha raggiunto Torino, dove l'uomo - un tossicodipendente che ha ricevuto alcune migliaia di euro da un pregiudicato di 52 anni per prestarsi al gioco - non ne vuole sapere della donna, che viene costretta a prostituirsi per ripianare il debito di circa 12mila euro, dovuti alla conterranea che le aveva anticipato le spese per il finto matrimonio.

La dominicana dapprima si prostituisce a Torino e, poi, a Lucca. La donna è stata, quindi, affidata ad un'associazione di volontariato che ne ha curato la protezione e il reinserimento sociale. La donna dovrà scontare una pena di anni 3, mesi 10 e giorni 12 di reclusione. E, una volta sbarcate a Parma dalla Nigeria, anche la casa era una certezza. Ma poi di gratuito non c'era più nulla.

Bisognava restituire tutto, con tanto di interessi. Lavorando sulla strada, perché quello era l'unico mestiere consentito. Senza la possibilità di tornare indietro, perché i documenti di identità venivano sequestrati.

Diverse le ragazze alla corte di F. Uno sporco affare durato mesi, tra novembre e luglio , prima che le due finissero sotto inchiesta per induzione e sfruttamento della prostituzione aggravato. E ieri la condanna: Sorelle e complici, le due nigeriane. E socie in affari, secondo l'accusa. Ma la regista era F. Sarebbe stata lei a far arrivare le ragazze dalla Nigeria, tutte appartenenti a famiglie poverissime. Tutte pronte a lasciarsi inebriare da qualunque promessa pur di potersi ritagliare uno scampolo di futuro.

E Linda sapeva essere rassicurante, regalava speranze. Ma all'arrivo a Parma era altrettanto brava a presentare il conto. Per le ragazze c'era pronto un alloggio, con tanto di affitto pagato, ma per il lavoro non c'era possibilità di scelta.

Costrette a prostituirsi per pagare il debito del viaggio. Per sperare di ritrovare la libertà tornavano ogni sera sulla strada. Vivevano in un piccolo appartamento nella zona di via Palermo, le due sorelle. Ad accorgersi di un sospetto via vai di ragazze a qualunque ora, un vicino, che poi si rivolse ai carabinieri. E quando i militari fecero irruzione nell'alloggio, i dubbi cominciarono a trovare conferme: Ma furono soprattutto gli appostamenti nei pressi di una stazione di servizio vicina a via Paradigna e le intercettazioni telefoniche a convincere gli investigatori che Linda e le sorelle erano a capo di un giro di prostituzione.

Si tratta di una donna cinese di 48 anni, Z. In realtà i 10 euro consegnati dai clienti al termine degli incontri era soltanto una parte della "tariffa": Per la donna sono quindi scattate le manette: E' quella in atto, da diverso tempo, lungo la via Pontina. Per la quale sono state fermate due prostitute romene. Il gruppo che cercava di imporre la propria egemonia, con la copertura di altri personaggi non ancora identificati, chiedeva alle altre prostitute la somma di cento euro al giorno per poter esercitare in alcuni tratti della Pontina.

Per sottomettere le altre lucciole e farle entrare sotto la loro protezione, hanno deciso di picchiarle con delle spranghe di legno e ferro, ritrovate dalla polizia sul luogo dell'aggressione. Le vittime della spedizione sono state portate al pronto soccorso mentre una, gravemente ferita, è ancora in ospedale. Gli uomini della Polstrada hanno subito iniziato le ricerche, individuando due componenti della gang che tentava di imporsi con la forza: L e minorenni rumene avevano scelto di prostituirsi 12 dicembre - Che le due baby-prostitute erano libere [ Ma fu lei stessa a dire al pm che le era stato offerto di fare la prostituta in Italia per 2mila euro al mese.

A lei, come ad Ankuta. E loro avevano accettato". Tant'è vero che le ragazze avevano due cellulari. Quello di Ankuta era addirittura intestato a lei.

E Livia, che aveva i genitori a Roma, a pochi chilometri di distanza, non ha mai provato a chiamarli, contrariamente a quanto faceva prima di arrivare a Viterbo.

Specie quando, al telefono, Livia dice di "essere a spasso", "in giro". E succede più di una volta. Compreso dormire con i loro "aguzzini": QUINDI è stata arrestata per sfruttamento 27 novembre - Adnkronos Sei persone, quattro rumeni e due italiani, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Sarzana La Spezia tra lunedi' e martedi' scorsi per sfruttamento prostituzione, aggaravata dal fatto che una delle prostitute era minorenne.

L'indagine era initata un mese fa con l'arresto per favoreggiamento della prostituzione di L. Le pattuglie del Radiomobile CC di Sarzana avevano da qualche giorno notato una recrudescenza del fenomeno prostituzione con la presenza di nuove ragazze rumene. Dopo l'arresto, i militari di Sarzana avevano capito che la ragazza rumena non aveva una posizione di sfruttata-vittima ma esercitava volontariamente e non solo, organizzava e gestiva il meretricio anche di altre ragazze connazionali.

Informato, il procuratore della Spezia, Maurizio Caporuscio, ha autorizzato le intercettazioni telefoniche e assegnato il fascicolo a uno dei suoi sostituti, Federica Mariucci, che ha coordinato le indagini a stretto contatto con i militari di Sarzana. L'ascolto delle conversazioni telefoniche, i pedinamenti sul campo, alcuni mirate retate di prostitute sulla strada, foto e filmati, hanno permesso di dipingere un dettagliato quadro di cosa stesse accadendo sul viale che porta al mare e sulla via litoranea a cavallo delle due frazioni di Marinella di Sarzana La Spezia e Marina di Carrara Massa Carrara.

Ieri sera infatti la giovane, che vendeva il suo corpo e faceva prostituire un'altra giovane ragazza, è stata arrestata a Genova dopo che il gip del capoluogo regionale ha confermato la custodia in carcere, disposta in un primo tempo dal Tribunale della Spezia. Per transito di competenza erano stati spostati atti e documenti presso il Palazzo di Giustizia genovese ma la storia non ha avuto ribaltoni.

La donna invece di uscire dalla prigione femminile di Pontedecimo è rimasta al suo posto con la notifica pervenuta ieri sera alle E' quanto emerso dalle indagini della sezione criminalita' straniera della squadra mobile di Napoli, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia.

Sette persone, sei delle quali donne, tutte di nazionalita' nigeriana, sono state arrestate dalla squadra mobile di Napoli al termine di indagini coordinate dalla Dda. L'inchiesta iniziata nell'estate dai carabinieri di Comacchio e Ferrara si è conclusa con 21 ordini di cattura e altri due provvedimenti cautelari di cui non sono state rese note le generalità: Il sequestro è stato eseguito oggi dalla Polizia municipale-reparto giudiziaria, su richiesta del pm Vartan Giacomelli e autorizzazione del gip Mariella Fino.

Indagata per favoreggiamento della prostituzione una delle quattro donne, intestataria del contratto d'affitto dell'appartamento. Le donne, trentenni, ricevevano i clienti nell'appartamento: Le prostitute pubblicizzavano la propria attività attraverso un sito internet, dove erano pubblicate foto che le ritraevano all'interno dell'appartamento. Una delle quattro, l'indagata, esercitava pur essendo in stato interessante.

La donna era ricercata a livello internazionale per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, estorsione e sequestro di persona. Ma molto più giovani. Lei, Liu Chun Mei di anni ne ha Tutte poco più che minorenni le garantivano un ottimo business, denaro fresco e esentasse pronto per essere investito in altre attività. Dall'illecito al lecito, la filiera corta di tante organizzazioni criminali cinesi che comprano esercizi commerciali e avviano attività riciclando in quel modo i capitali accumulati illegalmente.

Con la prostituzione, per esempio, come faceva Liu Chun Mei arrestata nei giorni scorsi al termine di una lunga indagine coordinata dal pm Pappalardo e avviata all'inizio dello scorso anno. Disarticolandola in parte, col sequestro degli appartamenti dove le ragazze esercitavano. Ma mancava un tassello importante: Ma le è servito a evitare le manette solo per qualche mese, l'hanno comunque scovata a Novara assieme ad altre tre connazionali.

Sfruttavano a Brescia ma anche a Novara e avevano interessi della stessa loscaggine a Milano. Un'imprenditoria del crimine che fa prostituire le ragazze spesso senza avere bisogno di ricorrere alla violenza. Ma il centro degli affari era Brescia. Gli appartamenti delle ragazze erano disseminati tra la città e la provincia. Faceva la maitresse come si fa nel ventunesimo secolo, fungendo da call center.

A suo nome erano intestate schede telefoniche alle quali facevano riferimento i clienti a quanto risulta quasi tutti italiani. Ogni prestazione costava ai clienti ottanta euro, le ragazze lavoravano spesso e Liu guadagnava tanto.

La Polizia sta verificando se anche i proprietari degli alloggi ci guadagnassero qualcosa. Non direttamente dalla prostituzione, ma affittando a prezzi fuori mercato, che sono possibili quando è chiaro a tutte le parti cosa si fa in quegli appartamenti. Oppure a prescindere da guadagni indebiti, semplicemente se i proprietari sapessero o no. Aspetti questi che, dopo il sequestro, invece della restituzione potrebbero far scattare la confisca.

La custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Maria Paola Borio, potrebbe non essere l'unica sanzione a carico di Liu Chun Mei. Alla Squadra Mobile bresciana tengono infatti a sottolineare che è importante colpire anche i patrimoni illeciti, non solo con il sequestro, ma anche facendo pagare le tasse su quei capitali, tasse che non sono state mai pagate.

La pena è di 5 anni e 4 mesi di reclusione. Il pm Giovanni De Palma aveva invocato 6 anni di carcere. Nell'appartamento sono state trovate tre donne, tutte di nazionalità cinese e tutte in regola con i documenti. Una di loro, Z. Infatti la donna ha raccontato di essere stata costretta a prostituirsi per pagare l'affitto di euro al mese dall'amica.

La vittima ha raccontato ai militari di aver temuto anche per la propria incolumità e di avere paura che Li Xiuyng potesse ucciderla. La donna è stata accompagnata al pronto soccorso dove è stata giudicata guaribile in cinque giorni. Per questo è stata deferita per favoreggiamento personale. Al termine delle indagini Li Xiuying è stata tratta in arresto per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e portata nel carcere di Chieti. La 52enne An Soon Kim, colpevole di aver introdotto negli Stati Uniti donne coreane con documenti falsi e di averle indotte alla prostituzione, per 4 anni ha eluso la legge sull'immimgrazione statunitense prima di essere riconosciuta grazie ad un programma americano chiamato "Most Wanted", andato in onda lo scorso 9 dicembre.

La polizia ha trovato Kim anch'essa originaria della penisola coreana, è cittadina americana a tutti gli effetti e sarà ora trasportata a New York dove le saranno mosse le accuse. Con un blitz, la polizia si è introdotta nell'appartamento sito in via Sanremo, nel quartiere di San Giovanni. Ad aprire la porta agli agenti sotto copertura tre giovani sudamericane che in abiti succinti, li hanno invitati ad entrare per accomodarsi.

L'appartamento composto da tre camere, tutte con letti matrimoniali, era chiaramente destinato all'esercizio dell'attività di prostituzione. A capo del presunto giro due donne: Le altre due persone coinvolte, Maria Lo Zito, 38 anni, e Gerlando Sollano, 73 anni, hanno optato per il rito abbreviato e sono stati condannati a due anni e quattro mesi di reclusione. Il fermo della giovane, N. Un'inchiesta, condotta in collaborazione con le forze di polizia rumene, che ha permesso di smantellare un organizzazione criminale rumena, fondata essenzialmente su tre clan familiari, che trasferiva ragazze del paese dell'est, anche minorenni, fino a Monza e Milano, dove erano costrette a fare la vita di strada.

In certi casi, le giovani venivano rapite da un orfanotrofio a Galati, città rumena che si affaccia sul confine con la Moldavia, per essere poi vendute come merce qualsiasi a Monza. La stessa sorte che toccava anche a ragazzini adolescenti, utilizzati come manovalanza dedita alla commissione di furti nei supermercati. La donna arrestata, Irina Veronica Duli, era partita con lei qualche mese dalla Romania ed insieme erano giunte a Vicenza, dove vivevano e sulle cui stradae si prostituivano.

Il giovane finito in manette, Julian Toli, accompagna ogni sera la propria auto le due ragazze, che si vendevano fra viale Eretenio e via X Giugno, e poi le riaccompagnava a casa. Sono stati i controlli di polizia a far scoprire che una delle due era minorenne. Come da manuale delle risorse umane. Agli agenti della polizia nazionale spagnola che hanno fatto irruzione in piena notte nella centrale operativa di Madrid è parso, al primo momento, di trovarsi dietro le quinte del Grande Fratello.

Difficile fare flanella per le ragazze, quasi tutte straniere e molto giovani, che erano finite nelle mani del racket gestito da Madame Tatiane e dal suo socio, Jeverson. A un tavolo attrezzato con vari telefoni, due centraliniste per turno ricevevano le chiamate dei clienti e concertavano gli appuntamenti in base alla disponibilità di ragazze: Il nome Sanremo aveva fatto il resto, visto che era particolarmente conosciuto anche in Romania, grazie al festival.

Dopo il viaggio la giovane è stata accolta dalla connazionale di 20 anni [Joana Costachi] che, invece di aiutarla a trovare un lavoro onesto, le aveva spiegato cosa doveva fare: In questo modo è stato interrotto l'incubo di un'altra 16enne, anche lei avviata alla prostituzione. Le indagini, svolte sia con metodi classici che tecnologici con intercettazioni ambientali e telefoniche , avevano evidenziato il meccanismo della 'gang': Proprio per questo la donna di 20 anni era stata arrestata anche con il reato di sequestro di persona.

E' giustificabile prostituirsi se non si trova lavoro o non si hanno soldi per studiare? A scegliere questo espediente sono studentesse ma anche casalinghe benestanti. Poche lo fanno per una reale necessità; la maggior parte lo fa per potersi permettere "il superfluo", beni di lusso o semplicemente per trasgredire. Nei forum specializzati e non ad esempio olx. Il passaparola prevale sempre quando, a prostituirsi, sono invece studentesse del liceo.

Una inchiesta della trasmissione Le iene del aveva denunciato il fenomeno delle baby prostitute, studentesse di liceo che lo fanno per potersi comprare accessori firmati o altri sfizi a cui non hanno accesso con la sola paghetta dei genitori.

Il tutto gestito da uno studente "protettore", che ha la lista dei contatti ed organizza gli incontri. Dalle testimonianze di chi si prostituisce e di chi sfrutta il fenomeno, ma anche dai risultati dell'indagine la sensazione che si ha è che la prostituzione spesso non venga vissuta come un espediente mortificante a cui ci si piega per reali necessità.

E' invece un modo facile e veloce per poter guadagnare tanto e pagarsi gli studi senza fatica , bypassare il problema del precariato o accedere a beni e servizi di lusso inaccessibili con le sole risorse di cui si dispone paghetta, stipendio Non è l'unica alternativa possibile ovviamente, ma è sicuramente la strada meno faticosa: Ora mi sto mettendo da parte un po' di soldi per pagarmi l'iPhone perchè ormai ce l'hanno tutti" racconta una diciassettenne.

Già non ti senti benestante Ti devi arrangiare in qualche modo, vedi la compagna di classe sempre perfetta, con la borsetta abbinata perchè lei è più fortunata La disponibilità delle ragazze è direttamente proporzionale al ceto a cui appartengono per cui più sono povere e più sono difficili e viceversa.

Il motivo per cui lo fanno sono due: Secondo gli investigatori, a luglio la donna ha ospitato nella sua abitazione, a Montesilvano, una sedicenne rumena di Albano Laziale, fuggita dalla famiglia.

Una volta arrivata in Abruzzo, la ragazza aveva cominciato a prostituirsi, probabilmente dietro i suggerimenti e la spinta della trentunenne. All'epoca i carabinieri, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, hanno fermato la minorenne e hanno scoperto che si trattava di una giovane fuggita di casa per cui l'hanno affidata ad una comunità e hanno avviato le indagini, per capire se dietro di lei ci fosse qualcuno.

La giovane si sarebbe prostituta per tre sere, a Montesilvano, e in una sola notte avrebbe portato a casa euro. Ad affascinarla erano, forse, i facili guadagni. La trentunenne è attualmente ai domiciliari.

Il fascicolo su questo caso è stato trasmesso al Tribunale distrettuale. Con l'accusa di sfruttamento della prostituzione, i carabinieri di Cervia hanno arrestato sabato mattina, attorno alle 5, due romeni di 25 e 24 anni, che avevano messo sulla strada la giovane connazionale.

Si tratta di un uomo e una donna, Puiu Nasturica e Mirela Nasturica, fratello e sorella. I due giovani, entrambi senza precedenti di polizia, erano soliti portare sulla statale la 22enne e farla prostituire anche in casa. Dopo vari appostamenti in borghese che hanno permesso di accertare la frequenza di tale pratica, i militari sono intervenuti all'interno dell'appartamento arrestando gli stranieri.

Per loro la condanna è stata rispettivamente a un anno e due mesi e a dieci mesi, per entrambi pena sospesa. E come se non bastasse le imponeva gli orari di lavoro, i luoghi dove prostituirsi tra la fiera e la stazione di Porta Nuova, costringendola a versare almeno euro al giorno per raggiungere l'importo di 50mila euro.

Una volta arrivati a quella somma, la giovane si sarebbe liberata da quella che era, per l'accusa, la sua "padrona" C'erano, quindi, più che sufficienti prove per il tribunale presidente Guidorizzi giudici a latere Piziali e Magri per condannare la nigeriana Itohan Igunbor, 44 anni, a due anni e sei mesi di carcere. Una sentenza, in realtà, che difficilmente verrà mai eseguita: Nella sua requisitoria, il pm Paolo Sachar ha ripercorso il calvario della vittima, una connazionale della Igunbor, costretta a subire ogni tipo di violenza e anche minacce di morte durate un anno, tra l'ottobre del fino allo stesso mese dell'anno dopo.

Le traversie per questa giovane si sono concluse solo quando si è decisa a denunciare la Igunbor dopo mesi di soprusi. A sei anni dai fatti, è arrivata la condanna del tribunale a due anni e sei mesi di carcere per chi è da anni è introvabile. La ragazza avrebbe tenuto soggiogate per mesi tre connazionali 22enni facendole prostituire sulle strade nella zona della via Emilia sia nelle ore notturne che durante il giorno. Le ragazze per venire in Italia avevano contratto con la loro "madam" un debito dai 50mila ai 70mila euro, che avrebbero dovuto ripagare con le somme guadagnate.

Bella, determinata e senza pudori, pronta a vendersi con stile da manager. E poi attenta al sociale, tanto da dedicarsi al volontariato, assistendo, per due pomeriggi alla settimana, dei bambini diversamente abili. Anzi, è parsa assolutamente consapevole del fascino irresistibile che la sua bellezza riusciva a esercitare su di loro e in grado di sfruttare a proprio vantaggio questo suo potere.

La 35enne, ammanettata dalla Mobile di Caserta, è accusata estorsione continuata, induzione e sfruttamento della prostituzione aggravati dal ricorso alla violenza ed alla minaccia. Sua vittima una giovane che appena 20enne aveva denunciato come, nel , dopo la morte dei genitori, era stata convinta dalla Johnson a recarsi in Italia con la promessa di un lavoro. La donna, dall'Italia, le aveva pagato il viaggio, un trasferimento difficoltoso attraverso i confini di Niger e Libia, dove aveva atteso per sei mesi di imbarcarsi per la Sicilia subendo ripetute violenze sessuali e restando incinta.

Quando con un barcone di immigrati aveva raggiunto Lampedusa e quindi Gorizia, dove le era stato riconosciuto l'asilo politico, la minaccia del voodoo con cui era stata convinta a raggiungere Castel Volturno. Una vita di stenti sulla strada, costretta a prostituirsi per ripagarsi il viaggio e subire violenze nonostante fosse ormai in stato avanzato di gravidanza. La giovane donna è stata fermata alla stazione delle autocorriere di Verona, subito dopo il suo rientro dalla Spagna.

Gli incontri sarebbero stati organizzati dalla marocchina arrestata sabato a Verona, e da sua madre, di 46 anni, già in carcere da alcune settimane. Gli arrestati sono accusati oltre allo sfruttamento della prostituzione, di Istituzione di casa di prostituzione, falsificazione di documenti propedeutici al rilascio del permesso di soggiorno, tentata estorsione, lesioni gravissime.

Talvolta le portava in Italia promettendo loro posti di lavoro, in altre casi, invece, venivano rapite. La stessa denuncia, per la scomparsa della stessa ragazza, è stata poi fatta anche dalla zia, che vive attualmente a Milano. Eppure, nonostante questi racconti, la polizia non riusciva ancora a incastrare con prove evidente la Trandafir. Un 24enne ha rifiutato di avere rapporti con la ragazza romena dopo aver concordato una prestazione per 50 euro.

In carcere una 63enne. Voleva passare un'ora a fare sesso a pagamento in un appartamento di Milano, ma quando si è trovato davanti una ragazzina se ne è andato indignato e ha avvertito la polizia. E' accaduto a un 24enne milanese che dopo aver letto un'inserzione nella rubrica "massaggi" su un noto mensile di annunci, ha contattato il numero pubblicato e ha concordato una prestazione. Si è quindi recato in un appartamento in via Valle Antrona 1, in zona Baggio, ed è stato accolto da una 63enne che le ha presentato una esile e spaventata ragazzina romena, con indosso un top e micro pantaloncini, con il quale il giovane si sarebbe dovuto intrattenere per 50 euro.

Una volta in strada, angosciato dalla situazione della ragazzina, il mancato cliente ha deciso di denunciare tutto alla polizia e ha chiamato il Per accertarne con esattezza l'età, la giovanissima è stata accompagnato all'ospedale Niguarda ed stata sottoposta a radiografie da cui è stato appurato che aveva 17 anni.

Accompagnata in questura, la minorenne ha spiegato in un italiano stentato di essere arrivata in Italia in cerca di lavoro da un paio di settimane e di essere finita a casa della donna dopo aver vissuto con una sua connazionale 35enne. Sempre secondo quanto avrebbe riferito la ragazzina, proprio la romena che l'aveva ospitata l'avrebbe accompagnata nell'abitazione della 63enne assicurandole che sarebbe stata assunta come badante.

Il caso passerà ora agli investigatori del commissariato Lorenteggio. Valentina Ungureanu, ricercata da sei mesi nel suo paese per fatti risalenti al , è stata sottoposta ieri a un arresto provvisorio in vista dell'estradizione. La 63enne lavorava come badante per un anziano italiano a Milano.

Alla richiesta di sanatoria, come da prassi, sono state rilevate le impronte digitali della donna, che è stata anche fotosegnalata. Nel corso degli accertamenti, gli investigatori della Squadra Mobile hanno smascherato la 63enne, ricercata per aver reclutato nella Repubblica Moldova e trasferito all'estero alcune donne che sarebbero poi state sfruttate come prostitute.

Qui la giovane sarebbe stata costretta a prostituirsi e sottoposta a un rito voodoo, violando il quale sarebbero andate incontro alla morte lei stessa e i suoi familiari. La Sunday fu sottoposta a fermo di indiziato di delitto e, dopo un periodo di detenzione cautelare, scarcerata.

Il 31 ottobre il Tribunale di Venezia ha dichiarato definitiva la condanna a 5 anni a carico della donna che nel frattempo si era data alla latitanza. Nella notte e' stato compiuto un blitz che ha interessato le zone di via Salaria e via dei Prati Fiscali, dove i Carabinieri della Compagnia Roma Montesacro hanno arrestato i 5 sfruttatori. Si tratta di quattro romeni, due uomini e due donne, tra i 17 e i 34 anni e di un 72enne romano gia' conosciuto alle forze dell'ordine.

I cinque sono accusati di aver sequestrato e avviato alla prostituzione la minore romena. La vittima liberata e' stata condotta in un luogo protetto.

Erano le due donne romene arrestate che avevano il ruolo di spingerle alla prostituzione attraverso pressioni psicologiche e con la promessa di facili guadagni. Se pero' non riuscivano nel loro intento facevano intervenire i due uomini che le picchiavano. Alle giovani 'ribelli' venivano sottratti i documenti e il cellulare per evitare che avessero contatti con l'esterno. In totale l'organizzazione gestiva una ventina di ragazze, alcune dormivano nel casolare altre avevano una loro residenza e spesso anche un altro lavoro.

A far scattare le indagini un servizio di controllo dei carabinieri contro la prostituzione avviato dopo le numerose segnalazioni dei cittadini della zona.

I militari hanno seguito gli spostamenti di un uomo che aveva caricato sulla sua auto quattro prostitute da via Salaria, proprio nei pressi del cavalcavia di Villa Spada e sono arrivati a scoprire l'organizzazione. I tre uomini arrestati sono stati condotti a Regina Coeli, la donna romena nel carcere di Rebibbia femminile e la minore romena, che aveva adescato la giovane liberata, nel centro di prima accoglienza per minorenni Virginia Agnelli.

Due le ordinanze di custodia cautelare in carcere, tre agli arresti domiciliari, cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e due obblighi di dimora nell'ambito dell'operazione "Salida". Il gruppo gestiva, con modalita' imprenditoriali, le diverse fasi dell'attivita': Le indagini hanno, inoltre, consentito di individuare un costante flusso di denaro, trasferito in Colombia dalle organizzatrici ai familiari, quale provento dello sfruttamento della prostituzione, che - da una ricostruzione riservata - e' stato finora quantificato in circa mila euro dal Infatti, mentre era in fila per il check-in a Fiumicino, diretta a Barcellona, e' stata fermata dai militari della Guardia di Finanza, che la stavano attendendo.

Nel corso dell'operazione sono stati anche sequestrati 7 unita' immobiliari utilizzate dall'organizzazione, per un valore complessivo di mila euro, due fucili illegalmente detenuti, grammi di sostanze stupefacenti e contanti per circa 10mila euro. In manette insieme ad altre 16 che facevano parte del suo gruppo. L'indagine durata due anni, è partita da una semplice denuncia per una clonazione di carte di credito.

Il più redditizio era quello delle carte clonate, che fruttava - sempre secondo le accuse - centinaia di migliaia di euro. Aveva lasciato la Romania e si era trasferita nella Capitale presso l'amica che l'aveva invitata. La ragazza si e' ritrovata segregata dalla connazionale di 25 anni, poi arrestata, e dai suoi complici, che l'hanno prima sequestrata all'interno di un appartamento di Aprilia e poi ripetutamente picchiata, per obbligarla a prostituirsi.

Sotto la minaccia di un coltello l'hanno pestata, ustionata in piu' punti con le sigarette, arrivando a spezzarle un braccio. I numeri della ricerca del Berlin Studies Center parlano chiaro: E il dato di Berlino supera quello delle altre due città prese in esame dai ricercatori, vale a dire Parigi 29,2 per cento e Kiev 18,5 per cento.

Inoltre è emerso che tra i 3. Ma il risultato che ha maggiormente sorpreso gli autori della ricerca è che non vi è alcuna differenza di disponibilità al lavoro sessuale tra maschi e femmine.

Ma secondo gli studiosi vi sono anche altre cause determinanti, come la recente riforma universitaria tedesca che ha inteso accelerare i corsi di laurea con un inevitabile incremento dei carichi di studio e l'aumento delle tasse universitarie. Tra coloro che hanno ammesso di essersi già prostituiti il 52,3 per cento ha dichiarato di avere un partner fisso, il 49 per cento si definisce eterosessuale, il 13,3 omosessuale e il 37,8 bisessuale.

I guadagni di studenti e studentesse vanno dai cinquanta ai trecento euro al giorno, con il picco di una giovane che ha seraficamente quantificato le proprie entrate tra i duemila e i cinquemila euro a settimana. In contraddizione al fatto che questi ragazzi siano "costretti" a vendere il proprio corpo a causa della mole di studio e dell'onerosità delle tasse, emerge il dato che la metà dei giovani riceve regolarmente un sostegno economico dalla famiglia.

Insomma sembra che sia tramontata, per lo meno a Berlino, l'epoca dello studente squattrinato che magari divide l'abitazione con altri colleghi e che per avere qualche soldo in più nelle tasche si adatta a innocenti lavoretti come cameriere, barista o baby sitter. Tanto è vero che tra le motivazioni che spingono alcuni dei 3.

Grazie ai suoi alias copriva la professione che svolgeva, oltre alla sua clandestinità. Una professione redditizia se — come hanno accertato gli uomini della Polizia aretina — in un solo anno ha racimolato 85mila euro. I clienti venivano adescati sia attraverso un sito internet di annunci di escort, sia attraverso annunci su stampa cartacea.

A un primo confronto con i poliziotti, la donna si è finta vittima di qualche violento protettore che la costringeva a prostituirsi per pochi soldi. Sono spuntati infatti un passaporto falso, un titolo di soggiorno contraffatto e tre identità fasulle riconducibili alla 40enne prostituta, risultata clandestina, che è stata arrestata di nuovo. Ai vertici di questa organizzazione c'era un'insospettabile parrucchiera anche lei di origine nigeriana ma residente a Novara da tempo che una volta lasciate forbici e pettine, indossava i panni di una madame molto severa.

La donna è stata arrestata. Una ragazza di 16 anni, che non voleva sottostare agli ordine della donna, ha riferito di aver subito torture e violenze di ogni tipo. E ha raccontato di essere stata denudata e cosparsa di peperoncino piccante: Con questa pratica la madame cercava di imporre, anche a livello psicologico, il proprio potere sulle ragazze.

Oltre alla donna sono state denunciate per sfruttamento della prostituzione anche minorile altre dieci connazionali. L'operazione è stata condotta dalla squadra mobile della questura di Novara, in stretto coordinamento con la Procura di Novara.

Gli agenti della Mobile hanno organizzato una trappola arrestando Dimitru nel casolare e Gabriel dopo un inseguimento sul lungomare. Una delle due aguzzine di sesso femminile avrebbe avuto il compito di contattare le ragazze in Romania e prospettare loro la possibilità di un posto di lavoro. Destinataria degli arresti domiciliari incinta: Le indagini, condotte tra il ed il sotto il coordinamento della locale Procura, sono durate diversi mesi e si sono basate sia sulle dichiarazioni di alcune delle ragazze sfruttate, sia su numerose intercettazioni e servizi di controllo e pedinamento.

Le indagini degli uomini della squadra mobile hanno accertato che una ragazza, che voleva sottrarsi all'organizzazione, è stata picchiata dalla sua sfruttatrice, che le ha sfregiato il volto in modo permanente. Otto le persone che erano finite in manette al termine delle indagini: Pesanti le nuove accuse nei loro confronti, dopo che il Tribunale Distrettuale della Libertà di Bologna ha accolto il ricorso presentato dal pubblico ministero titolare delle indagini: Tutto era partito nel marzo , dopo che una giovane nigeriana, scappata dai suoi aguzzini, era stata aggredita e rapinata nei pressi della stazione di Crema.

Agli inquirenti aveva raccontato la sua storia, tristemente simile a quella di altre connazionali: Altre due persone, un uomo di 50 anni ed una 25enne nata in Nigeria ma con cittadinanza italiana, risultano al momento latitanti.

Un call center, reclamizzato con inserzioni sui giornali, che rispondeva alle chiamate dei clienti e avvertiva la "lucciola" più vicina alla zona. L'organizzazione era tutta cinese.

In totale sono 35 le persone coinvolte, 17 delle quali arrestate a vario titolo. Il call center aveva sede a Reggio Emilia. Quando il cliente chiamava, dopo avere definito prestazioni e prezzo, l'organizzazione attivava in tempo reale la lucciola presente nel luogo da cui arrivava la chiamata, pronta ad aprire la porta al nuovo cliente. Le ragazze risultano tutte volontarie, non obbligate a prostituirsi: Al massimo ogni 15 giorni cambiavano appartamento. E, invece, una 22enne è stata costretta a prostituirsi da una connazionale che l'aveva "comprata" nel per una cifra intorno ai 25 milioni di lire.

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    October 2, 2012 at 09:01

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